Il 30 settembre 2026, la maggioranza del consiglio del broadcaster nazionale islandese RÚV ha espresso l'intenzione di continuare il boicottaggio dell'Eurovision Song Contest 2027 qualora Israele partecipasse. Sei dei nove membri del consiglio hanno firmato una dichiarazione in cui esortano il direttore di RÚV a informare l'Unione Europea di Radiodiffusione (EBU) della loro posizione, ribadendo la richiesta già precedentemente avanzata di escludere Israele dal concorso.

La posizione del consiglio segue una risoluzione adottata nel novembre 2025 che chiedeva anch'essa l'esclusione di Israele. Stefán Jón Hafstein, presidente del consiglio di RÚV, ha confermato a RÚV che la risoluzione rimane valida poiché l'EBU non ha ancora affrontato le preoccupazioni sollevate dal consiglio.

Al momento non è chiaro se il direttore del broadcaster abbia formalmente notificato all'EBU la posizione più recente del consiglio.

L'Islanda è stata uno dei cinque paesi, insieme a Irlanda, Spagna, Paesi Bassi e Slovenia, a boicottare l'Eurovision Song Contest 2026 a causa della partecipazione di Israele.

La Storia dell'Islanda a Eurovision

L'Islanda ha debutatto all'Eurovision Song Contest nel 1986 e ha partecipato 37 volte da allora. Il paese ha ottenuto i risultati migliori con due secondi posti, grazie a Yohanna nel 2009 e Selma nel 1999.

L'Islanda è arrivata ultima quattro volte: nel 1989, 2001, 2018 e più recentemente nel 2024. Dall'introduzione delle semifinali nel 2004, l'Islanda si è qualificata alla finale 12 volte su 21. Rimane l'unico paese dell'Europa settentrionale a non aver mai vinto il concorso.